A volte ritornano gli spettri del passato. Se ne sono stati
lì, in agguato, silenti. In attesa. Ti eri dimenticata persino che volto
avessero. E invece. A volte ritornano, come se non se ne fossero mai andati.
All'improvviso, il mio corpo occupa troppo spazio. Vorrei smettere di mangiare e
di respirare, tutto insieme. E mentre non ci faccio caso, desidero essere fuori ciò che non mi concedo di essere dentro.
Salgo sulla bilancia e il mio cervello urla. Uno spettro del
passato mi chiama dal bagno. MI siedo. Respiro. Vorrei evitare. Anche se so che
mi farebbe stare bene. Anche se so che non mi farebbe stare meglio. Urlano il
mio nome. E’ difficile continuare a pensare. E’ difficile resistere.
E nemmeno la Fetish night questa volta è bastata. Mi srotoli dalle corde e vorrei piangere ed urlare. Riprendo la forma che devo occupare e non vorrei farlo. Riprendere il controllo. Governare di nuovo la situazione. Vorrei ritornare in rope space, all'istante. Il mio angolo di pace. L'istante di silenzio. Il cotone inciso nella carne ha l’immenso
potere di lasciare sparire tutto. almeno per un po’.
Esco dal locale e mi sento vuota. Non felice. Non
soddisfatta. C’è qualcosa, dentro, che è quasi rotto. Incrinato. Sull’orlo di
un cedimento. Sul punto di scoppiare. E’
come se fossi fatta di briciole e facessi fatica a tenere insieme i pezzi. L’esoscheletro
di un gamberetto in confronto è una corazza. Esattamente così. Anche io.