venerdì 4 ottobre 2013
delle persone che non ci bastano (ti prego, non ti ci affezionare)
leggi le sue parole e me lo dici. ti prego non ti ci affezionare. è un uomo che non ha nulla da darti. non ti soddisferà. non ti basterà. è incredibilmente freddo.non è in grado di darti ciò di cui hai bisogno.
hai ragione. lo so. in fondo, quale uomo è in grado di darmi ciò di cui ho bisogno? e sono io, che sono troppo esigente, o sono gli altri, che si accontentano troppo presto? o che fingono, forse? si convincono, autoconvincono, che io gli basterò. che sarò tutto per loro. che non cercheranno niente altro. non desidereranno niente altro. oggi e nell'ora della nostra morte. amen.
amen???? potrei morire di NOIA in una relazione poligama. potrei appassire un giorno dopo l'altro fino a rischiare il collasso. potrei marcire, ammuffendo sulle solite quattro bellissime linee del tuo viso. perchè, in fondo, ho bisogno anche di altro. sempre di altro. anche di altro. e poi di altro dall'altro. ancora.
forse aveva ragione la mia di storia lunga. forse a me non basta mai niente e mai mi basterà. perchè sono, nella vita sentimentale come in quella alimentare, una divoratrice bulimica: mi affanno a riempire la bocca e lo stomaco, finchè posso, quanto posso e oltre. e poi vomito, tutto quanto. lo espello. me ne libero. senza mai trattenerlo. senza mai, almeno all'apparenza, gustarlo.
o forse ha ragione il mio ultimo ex. che sostiene che sono una stronza egoista che fa sempre quel cazzo che le pare. e in effetti è vero. ti scopo quando ti vedo, ti vedo quando ti voglio, ti voglio quando ne ho voglia. nothing more. non provare a contraddirmi. non provare a costringermi. non reggerà. sono fatta così. prendere o lasciare. in fondo, non c'è mai un pregio senza dietro dei difetti. e più grande il pregio, più numerosi e grandi i difetti. e se per sentirti soddisfatto e tranquillo, hai bisogno di una donna che ti attende a casa come se fossi gesù cristo sceso per lei dalla croce...beh.. accomodati pure fuori dalla porta... la lista è lunga.. troverò qualcun altro che mi cerca.
perchè poi parliamone. un uomo saggio mi ha detto un giorno che secondo lui esistono due categorie di donne: le fighe lesse e le troie.
ecco. il problema dell'uomo è sempre lo stesso: che ti desidera troia, ma che vuole che tu sia solo la sua troia. contraddizione di termini. il sostantivo troia di seguito ad un aggettivo possessivo singolare NON E' UNA COSTRUZIONE SEMANTICAMENTE CORRETTA. dicesi troia una donna che si scopa in maniera libera e libertina chiunque desideri. per denaro o per molto meno. dicesi troia anche una donna che, pur scopando un unico uomo, dà evidenti segnali di desiderarne molti molti altri. infine, definiscesi troia una donna che pensa solo ed esclusivamente al proprio interesse. praticamente: io.
questo lato maschile (dell'essere femminil solo a metà). l'angelo del focolare che non sono.
mi sveglio con questo pensiero: il mio lato maschile. osservo la tazza di caffè che tengo in mano e mi chiedo quanta percentuale del mio corpo è maschile e quanta femminile. come kinsey, credo fermamente che nessuno sia completamente eterosessuale o completamente omosessuale. la maggior parte delle persone è una incantevole via di mezzo tra i due estremi. ergo, anche il carattere maschile e femminile delle persone non può essere mai totale o completamente nullo.
sorrido, al pensiero dell'ultimo pranzo che ho voluto pagare io. h ocercato si spiegartelo, ma mi è uscita una accozzaglia disordinata di termini impropri che non hanno reso per niente l'idea. ascolto il respiro dell'uomo che ancora dorme nella mia stanza da letto e avverto la necessità di pagare io per lui, oggi. il pranzo, niente di che. ma chiediti di cosa ci nutriamo, sempre. è come un gesto di protezione. un atto di amore. il segnale, forte, che c'è un legame di fondo. non pago nulla agli estranei. ma mi piace pagare per dimostrarti che mi prendo cura di te.
sorrido e penso che questo sarebbe un gesto tipicamente maschile. e che non è il primo che scovo, tra i miei pensieri. e che forse ce ne sono molti altri.
rifletto. a letto mi piace fare il maschio? raramente. soprattutto non ultimamente. non da quando ho scoperto quanto è soddisfacente fare la donna. quella che viene sbattuta a terra, svestita e scopata senza riguardo. ecco. quella parte della donna mi piace. anche se è difficile trovare un uomo capace di fare qualcosa a riguardo... o almeno lo era. fino a un anno fa.
nelle faccende di casa, sono un maschio? oh no. il mio lato di donna letteralmente ESPLODE quando ho voglia di fare l'angelo del focolare. vivo la casa come un nido. e da specie stazionaria che siamo diventati, mi piace arredarlo per renderlo mio. riempire la grotta di disegni per indicare che il territorio è già occupato, non so se mi spiego.
e di sicuro no, non piscio continuamente in giro in ogni angolo che pesto del territorio. ma mi piace essere la femmina dominante. esiste, poi? adoro i maschi alfa, mi stendono in un attimo. ma le donne alfa, esistono? dovrei dare un'occhiata alle specie animali che erigono la loro società su un matriarcato. suppongo di sì. ma quali sono le loro caratteristiche?
adoro il sesso. questo pensavo che fosse un carattere prettamente maschile. poi mi hanno detto che questa è una caratteristica delle femmine TROIE. quindi, decisamente, sono una puttana (ipse dixit).
che mi piacciano le donne, è innegabile. i corpi femminili. le curve sinuose. i capelli lucenti e le labbra carnose. gli occhi da favola, le gambe lunghe ed i piedi abbarbicati sui tacchi. sì, lato maschile. credo di essere al 60% eterosessuale al 40% omo. questione di poco. chiedetevi quale 10% del corpo maschile mi ha convinto. ahahahah.
però. adoro i muscoli. sfogo le energie nella attività fisica. ho bisogno di sentire il mio corpo vivo e attivo. ho bisogno di avere una forma predefinita da mille anni di selezione naturale sotto i polpastrelli per apprezzarla veramente. pettorali, polpacci, addominali. quelle forme perfette. le vene che esplodono. i tagli sui fianchi. il solco sulla schiena. e non ho solo bisogno di trovarli nell'altro (o altra). ho bisogno di averli su di me. la gamba tornita. (femminile). il culo rotondo (femminile). il deltoide in evidenza (...uhm...). il tricipite nettamente evidenziato (.....ri-uhm...). il bicipite calcato. ecco. maschile. il bicipite sul braccio di una donna è un segno di carattere maschile. si dice "ha due braccia come uno scaricatore di porto", in fondo, no? eppure a me piacciono. così tanto.
è mattina presto e io sono imbambolata dal poco sonno. non riesco a trovare altri lati del mio carattere che siano MASCHILI. eppure so che ci sono. l'ultima volta che ho passeggiato su una spiaggia con un uomo, non mi sono girata a guardare i culi di quelle che passavano solo perchè ero intenta a guardare più il suo. ma in genere lo faccio.
(to be continued)
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