domenica 27 gennaio 2013

fuori rotta. fuori riga. fuori (controllo)

ho conosciuto un ingegnere. l'ho conosciuto molti anni fa e l'ho conosciuto qualche settimana fa. ammiro gli ingegneri. sempre così placidamente sereni. imperturbabili. qualsiasi cosa accada, loro sanno sempre come restare in piedi e dove guardare per trovare un punto fermo. e forse hanno ragione. qualsiasi cosa accada OGGI, domani ti sveglierai e il palazzo in cui abiti sarà ancora in piedi. la forza di gravità tirerà ancora verso il centro della terra. l'acqua continuerà a scorrere sotto i ponti che hai progettato.
dev'essere rincuorante conoscere il posto preciso in cui troverai ogni cosa. sempre. ogni risposta. comunque.  la formula per calcolare l'accelerazione di gravità in un dato punto dell'universo. la distanza che ci separa in chilometri. la densità del pavimento su cui cammini. è confortante sapere che ci sono fenomeni regolari in natura prevedibili. comprensibili. cose che puoi classificare con certezza, di cui puoi disegnare i confini e prevedere i comportamenti futuri. di cui potrai sempre prevedere i punti successivi a quelli già noti, per estrapolazione.

poi ci sono fenomeni non prevedibili.completamente irregolari. assolutamente inaccessibili. incontrollabili. deleteri. guardarli e cercare di capirli è come tentare un allineamento tra punti sparsi. corpi celesti fuori costellazione. moti di gravi non armonici. non rettilinei. fuori rotta. fuori riga. fuori controllo.

è un universo buffo, in fondo. ci sono vite regolari, in esso. vite in cui ogni sera rientri a casa e ti siedi sullo stesso divano, nello stesso salotto, accarezzando lo stesso punto sul ginocchio di tua moglie, con i piedi infilati nelle stesse solite, calde, confortevoli e rassicuranti ciabatte. vite in cui i ponti non crollano e il pavimento della stanza in cui ti trovi non vacilla mai. vite in cui sai sempre con chi andrai in vacanza l'estate successiva e dove. con chi ti coricherai a dormire la notte. con chi scoperai quando avrai voglia di fare sesso.

ci sono vite confortevolmente regolari. allineate. controllabili. che potresti descrivere con una equazione, se solo fossimo abbastanza intelligenti da crearne con un numero sufficiente di variabili e parametri.

e poi. poi ci siamo noi.





forse siamo solo troppo diversi. troppo distanti. punti opposti dell'universo. e come il gioco più crudele vuole, lo sai, gli opposti si attraggono. e si attrarranno sempre. in qualsiasi caso.

martedì 15 gennaio 2013

in ogni caso (delle colpe non dette)




in ogni caso, non avrebbe funzionato. nemmeno avessimo fatto tutte le cose per bene. nemmeno se io ti avessi chiesto se ti dava fastidio che mi scopassi proprio lui. invece che glissare. nemmeno se tu mi avessi risposto che sì, ti dava fastidio e che magari no, magari proprio lui no. invece di mentire.
non avrebbe funzionato, anche se mi avrebbe lasciato un modo piu elegante di uscirne, non lo nego. ma alla fine tu mi avresti chiesto di scegliere tra te e lui ed alla fine io non avrei scelto che lui. per lo stesso motivo per cui io un anno fa scelsi te, tra te e chi mi chiedeva di scegliere.
perchè prima o poi tutti lo fanno. c'è questa tendenza psicotica dello scegliere per qualcosa rinunciando a qualcos'altro. quando si potrebbe avere tutt'e due.
in fondo avresti potuto chiedermi di non farlo. e io avrei forse potuto pensare in un primo momento di accontentarti. per quanto irrazionale. per quanto senza senso. ma prima o poi la vecchia silvia si sarebbe fatta sentire. gli spiriti sarebbero venuti a bussare alla porta. e tutto sarebbe ricominciato dall'inizio.
quindi forse è meglio così.

forse è solo meglio così.


ora devo solo sopravvivere al dolore.


ciò di cui ho bisogno esiste. se solo ho abbastanza coraggio per cercarlo. j. winterson.