tutti cerchiamo qualcosa. qualsiasi cosa. una casa, un lavoro, una fidanzata. ricchezza.
e tu cosa stai cercando? e io? ripercorro i tratti del tuo profilo. una foto in bianco e nero che mi sballa e che mi fa sentire viva, danatamente viva, in un punto seduto lì, vicino al cuore. conto le te ciglia morbide una ad una e mi chiedo se sei tu. e trascorrerò il resto della mia vita con te oppure no. perchè me lo chiedo ogni volta? forse è questo ciò che sto cercando. qualcuno in grado di sopportarmi. vita natural durante.
e perchè dovresti essere tu? la tua cultura mi fa sentire a disagio. mi incenerisce riducendomi in polvere. mi sento una giovane ragazza carina ma idiota. pur a fronte della mia laurea. mi piace la tua casa, ma questo cosa c'entra? e il tuo modo di fare, dannatamente gentile. e la morbidezza della tua pelle. niente di più.
looking for what? sono completamente allo sbando.
domenica 10 febbraio 2013
mercoledì 6 febbraio 2013
demon(s)
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme."
C. Bukowski
C. Bukowski
i cattivi. i cattivi. perchè io ho una malsana passione per i cattivi? sono le 4 di notte e mi sveglio. una cimice batte contro il mio soffitto ma non è stato quello a svegliarmi. c'era una persona che bussava alla mia porta. bussava con tutta la forza che aveva e la mia forza per tenerla fuori non era abbastanza. così ho aperto. ed è corso dentro. un demone in fiamme. orrendo. impazzito. addolorato, forse. arso da un altro demone, il suo demone interno.
guardo serie tv per zittire i pensieri. e sussulto quando finalmente il cattivo e la bella si innamorano. da sempre amo i cattivi. i diversi. quelli strani. le persone che hanno qualcosa fuori dal comune, sono più affascinanti. meno noiose. più accattivanti. più belle. quelle difficili da conquistare, per cui si deve lottare. in qualsiasi fil io abbia guardato, ho sempre parteggiato per loro. nelle favole non sono mai così affascinanti come lo sono nella realtà.
tra poche ore sarò sveglia e sarà lavoro. poi palestra. poi lavoro. poi palestra. e poi corde. ho bisogno delle corde per pulire i pensieri. per eliminare quelli cattivi. i panni sporchi. ho bisogno delle corde per entrarmi dentro, scoperchiare quello che c'è. infilarle nella carne, fino in fondo. perchè solo quando sono lì, trovo una soluzione. l'unica soluzione.
il silenzio.
lunedì 4 febbraio 2013
could it be worse?
cosa mi mancherà di più di te? non lo so.
ho il cuore che cade a pezzi. tutto qui.
venerdì 1 febbraio 2013
When it comes to love we're all in dark (la scienza buia dei frattali)
"un'intelligenza che, per un dato istante, conoscesse tutte le forze di cui è animata la natura e la situazione rispettiva degli esseri che la compongono, se per di più fosse abbastanza profonda per sottomettere questi dati al'analisi, abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei più grandi corpi dell'universo e dell'atomo più leggero; nulla sarebbe incerto per essa e l'avvenire, come il passato, sarebbe presente ai suoi occhi"
Pierre Simon de La Place
è una questione che mi turba da millenni. fin da quando ero piccola e me ne stavo a guardare il mare, seduta sulla sabbia, ore e ore, il cervello immerso nel rumore scrosciante delle onde, gli occhi persi nell'infinito andirivieni delle onde.
se il mio cervello fosse abbastanza grande per contenere tutti i parametri di cui ho bisogno e se la mia intelligenza fosse sufficientemente potente ed acuta per elaborare tutti i dati contemporaneamente, sarei in grado di prevedere la posizione di un anello che cade nelle acque mosse del mare? potrei ritrovare con una precisione millimetrica gli occhiali da sole che, dalla testa di mio padre, sono rimbalzati sul pedalò e si sono tuffati nelle acqua profonde? saprei calcolare la posizione esatta di qualsiasi oggetto disperso nelle correnti oceaniche, tra la sabbia, nel vento?
forse è per questo che studio tanto. in fondo, io credo che la risposta a questa domanda sia sì. e il cuore mi si scalda un poco quando, una mattina per caso, tra i banchi di scuola, scopro che un matematico (probabilmente pazzo, isterico e psicopatico...) ha individuato il modello matematico che descrive perfettamente la forma assunta da una costa frastagliata dall'azione del mare. abbiamo imbrigliato il caos in un programma informatico, in una legge matematica. disegnamo linee che non esistono, solo perchè è in nostro potere immaginare di farlo. quindi, perchè non dovremmo, in un futuro più o meno lontano, saper rispondere a tutto? in fondo, ciò che meno al mondo sembra essere matematico, oggi lo è diventato. la forma di una foglia. il modo in cui si romperà il foglio che stai per stracciare. la linea seguita dalle particelle che si muovono nell'aria in una giornata senza vento.
ed io cerco. disperatamente cerco. chiedetemi qual'è la cosa al mondo che amo di più fare. e vi risponderò: sapere. conoscere. imparare. affannosamente cerco. se potessi essere pagata solo per studiare tutta la vita, lo farei. la mia casa è un cumulo di libri non letti. riviste scientifiche ancora incartate. documentari non visti. cose che non ho avuto il tempo di guardare, leggere, studiare. dall'arte fino alla fisica microscopica. fino alla più imprevedibilmente poco scientifica letteratura dell'amore. conoscere. e sapere. c'è chi dice che la nostra curiosità è il motivo principale della nostra immensa intelligenza. e che è questo non accontentarsi mai, questa ricerca continua, questa eterna sete di domande e di risposte che ci ha portato avanti. avanti, oltre il mondo. quasi FUORI, credo, a volte. pronti per essere espulsi, quasi.
ma il mio più che grande peccato è che a volte cerco domande a cui i libri non possono rispondere. uso gli unici strumenti che ai miei occhi appaiono funzonali e certi.... la scienza. le cellule. i messaggi nervosi. le contrazioni muscolari e le connessioni cerebrali.... li uso, certo. ma solo per scoprire che essi, nel mondo in cui mi trovo, non hanno poteri.
"la filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo). egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi e altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggriarsi vanamente per un oscuro laberinto."
Galileo Galilei
- Just one more question. You've just told me your entire history: childhood, family, career, every person you've ever had sex with. But there hasn't been a single mention of love.
-That's because it's impossible to measure love. And, as you know, without measurements there can be no science. But I have been thinking a lot about the problem lately.
- Mmh, "problem"?
- When it comes to love, we're all in the dark.
-That's because it's impossible to measure love. And, as you know, without measurements there can be no science. But I have been thinking a lot about the problem lately.
- Mmh, "problem"?
- When it comes to love, we're all in the dark.
Alfred Kinsey
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