giovedì 15 marzo 2012

vuota (del rovinarti la sorpresa)


no, non voglio rovinarti la sorpresa. ma la tua domanda mi gira nella testa da quando me ne sono andata. e la tua risposta alla domanda che era rivolta a me l'ho ancora stampata nella mente. non era un "bene". era un suono. irriconoscibile. ininiterpretabile. e di suoni ininterpretabili è costellato questo silenzio. la gabbia dorata in cui mi chiudi.

no, non voglio rovinarti la sorpresa. eppure non posso fare a meno di scriverti e parlare. il mio cervello non avrà pace finchè non vomiterà fuori ciò che lo tortura e lo impensierisce. perciò sopportami, per qualche riga.

no, non ho intenzione di usarti e poi sparire.o di legarmi e poi troncare di netto i nodi, per svicolare via, per scappare.
per inciso, odio le perdite. di qualsiasi tipo. anche quelle dei rubinetti. tutto ciò che scivola via senza poter più tornare indietro mi innervosisce. ed il ricordo, poi, alla lunga, mi uccide.
vero, con il tempo ho imparato a maneggiare i ricordi, dal lato meno tagliente. ma feriscono. sempre. e le mani non smettono mai di sanguinare, anche se ci si può abituare alla vista del sangue.

sei tu l'uomo delle citazioni, ma voglio regalartene una io. l'artista è una bambina di quattro anni. e quando avevo un blog decente, era contenuta nelle mie pagine più preziose.

“…e allora poi ti pungono. e se ti pungono, esce tutto il sangue. e tu diventi vuota

vuota. non morta. vuota.

no, non ho intenzione di usarti e poi andarmene. come non ho intenzione di sposarti o di affezionarmi troppo. o di diventare una relazione extraconiugale ingombrante.
ho intenzione di viverti. giorno per giorno, per tutti i giorni che vorrai, in tutti i modi che mi concederai. che sia per farmi appendere ad una corda davanti a decine di persone o per passeggiare in un prato e gustarsi il sole in un pomeriggio d'estate. non importa. viverti è la prima esigenza. e il profumo della tua pelle mi dice che c'è qualcosa, in mezzo, che va salvato.

perciò ora ti chiedo io, il mio desiderio. il mio compito a casa: non sparire. mai.

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