deviare. si sente anche solo dal suono della parola: de-viare. significa prendere un'altra strada. un'altra direzione, più precisamente dà l'idea di qualcuno che imponga un cambio di direzione a qualcosa o a qualcuno. deviare una palla. deviare il corso degli eventi. in ogni caso, non si può negare che sia uno di quei termini la cui ombra sulla pagina bianca ha un'accezione negativa.
Mi chiedo quale fosse la via giusta. IL SENTIERO DELLA VERITA' E DELLA GIUSTIZIA. Cosa o chi avrei dovuto ascoltare e seguire ? le suore? le compagnette del liceo? o mia madre? nella fattispecie, mia madre l'ho seguita. alla lettera. mia madre mi ha sempre insegnato quanto le deviazioni siano belle. e come le differenze rendano le persone speciali, i luoghi unici, gli attimi irripetibili. nessuno di noi deve per forza essere uguale agli altri. lei per prima, non lo è mai stata. potevano esserlo i suoi figli?
quindi ora non vi lamentate. se il mio comportamento non è normale. voi mi avete insegnato che il sentiero della giustiza passa per l'ascolto del nostro cuore.
"Figurato: l'allontanarsi da una linea di condotta: quella scelta è una deviazione dalle sue convinzioni "
eccoci qui. allontanarsi da una linea di condotta in genere valida per tutto il resto del mondo. beh. dio ringrazi il mio spirito critico. non so se sia grazie ad esso che sono così, o se sia perchè sono così che ne sono dotata in cospicua quantità..... mio fratello dice che non sono solamente critica, nè che mi si possa definire "obiettiva". piuttosto "cinica". il che, mi ha fatto osservare, in amore è la stessa cosa che dire obiettiva. avrei dovuto rispondere con un "chi è il cinico ora?".
anyway. le linee presolcate non mi piacciono. le strade già appianate. le direzioni consumate. niente di tutto questo. adoro attraversare il prato. decidere da sola l'itinerario. calpestare il manto immacolato di neve. sdraiarmi in punti nei boschi dove non è mai passato nessuno. cerco la mia strada. ovunque essa sia. fuori o dentro dai vostri sentieri. e, credetemi. statisticamente, è impossibile che sia identica alla vostra.
"In statistica, la deviazione standard è un indice che consente di misurare la dispersione delle singole osservazioni intorno alla media aritmetica. "
lasciatemi fare un esempio. supponiamo che contiate il numero di giornate in un anno in cui c'è una temperatura media, diciamo tra i 18 e i 22 gradi ed il numero di giornate, sempre in un anno, in cui ci sono temperature più estreme, dai 25-28 gradi estivi ai 10-15 gradi autunnali fino ai 32 torridi del ferragosto od i terribili -15 delle dure giornate invernali. se decideste di visualizzare i dati ottenuti usando excel, otterreste un grafico di questo genere:
si chiama curva gaussiana. e rappresenta la distribuzione tipica di frequenza di eventi del tutto casuali. questo grafico visualizza bene il fatto che eventi casuali si distribuiscono in maniera massiva attorno a valori "medi", che sono appunto quelli più frequenti.
lasciatemi essere ancora più chiara: la maggior parte delle volte, l'evento che accade sarà un evento medio. nel nostro caso, temperature "miti". più vi sposterete verso gli estremi, ad esempio contando i giorni in cui la temperatura è sotto gli zero gradi o sopra i 32, più la frequenza con cui riscontrerete quell'evento sarà bassa. in qualsiasi direzione estrema vi spostiate. ecco. bene. ora sappiate che la distanza dell'evento estremo dall'evento medio è detta deviazione. e perchè "standard" allora? qui viene il bello. perchè esistono una serie di deviazioni che sono considerate accettate. accettabili. standard. e sono tutte quelle deviazioni collegate ad eventi non proprio medi, ma nemmeno così tanto estremi. nel nostro caso, saranno accettate deviazioni fino a 8 o 25 gradi, ad esempio, prima di definire la temperatura misurata "estrema". e qui ci scappa il morto, come si suol dire. perchè viene da chiedersi chi decida quando e quanto una temperatura sia estrema. c'è una soglia di normalità? qual'è il comportamento normale e quale quello deviato? bene. come tutto, in matematica, la normalità è una questione di convenzioni. tradotto in parole povere, di accordi. innanzitutto, occorre che chi analizza i dati si accordi su cosa è NORMALE. è la maggioranza delle persone che decide davvero cosa è normale od occorre deciderlo in partenza, prima di svolgere l'indagine statistica? mi spiego ancora. se decidete che è normale ciò che è inequivocabilmente deciso dalla morale o dalla intelligenza delle persone indipendentemente dai dati statistici, quindi nel secondo caso, allora è perfettamente inutile svolgere una indagine statistica. se decidete invece, come sembra più scrupoloso, di basarvi sui risultati ricavati dalle vostre maggioranze, allora vi esponete al rischio di una lapidazione pubblica. mi spiego. una popolazione in cui è perfettamente normale nutrirsi di cavallette, avrà la maggioranza delle persone che si nutrono di un numero medio di cavallette che oscilli tra i - sparo a caso - 7 e 17 ortotteri al giorno. non esattamente una concezione NORMALE di alimentazione. una popolazione composta da prevalentemente eterosessuali definirà statisticamente la normalità attorno all'eterosessualità, prendendola a campione mondiale di normale comportamento sessuale pur ignorando bellamente il fatto che anche omosessuali e bisessuali si sentono perfettamente normali. allo stesso modo, una popolazione composta principalmente da preti definirà statisticamente il normale comportamento sessuale come la pedofilia...... ehm. no, così non va. se ci affidiamo alla statistica, ci accorgiamo come il concetto di normalità di una popolazione dipende da quanto è deviata quella popolazione. quindi è assolutamente un metodo poco obiettivo e soprattutto poco efficace per stabilire quale sia la retta via che porta sul sentiero della giustizia.
c'è da aggiungere anche che in una popolazione con comportamenti del tutto eterogenei e diversificati tra di loro, inoltre, il valore medio preso a simbolo di normalità rischia di essere una valore immaginario, assolutamente non veritierio e che non ha riscontro papabile con la realtà. un po' come la storia dei polli, ma lievemente modificata. se in una popolazione i ricchi mangiano sempre 3 polli al giorno a testa e i poveri sempre uno, verrà fuori che il rappresentante medio del comportamento NORMALE di quella popolazione ne mangia 2 al giorno. pur non esistendo nessuno in tutto il paese che ne abbia mai mangiati 2 nella sua vita.
va da sè, che questo non è sicuramente un modo sicuro per stabilire ciò che è normale e ciò che è deviato. se ci aggiungete anche che il termine "maggioranza delle persone" non è nemmeno definito matematicamente, poichè in qualsiasi indagine statistica il livello di "accettabilità" di deviazione va definito numericamente prima in base ad un accordo prettamente arbitrario tra le persone che conducono questa indagine, allora direi che la definizione statistica di deviazione non funziona. immaginatevi quella di deviazione standard. come tanti altri strumenti matematici, anche questo della deviazione standars è, come si dice, il risultato di una sega immaginaria di gruppo tra matematici. pur nascendo dalla pura osservazione diretta ed obiettiva delle cose. qualsiasi grafico di frequenza di eventi studiate, vi troverete sempre a sbattere contro la campana gaussiana. chiamata così perchè nella pancia grossa del suo rimbombante suono accoglie la maggior parte degli eventi casuali delle persone. e che è solo sotto le sue code che nasconde gli eventi speciali, anomali, alterati. devianti. un po' come la polvere nascosta sotto il tappeto quando vostra suocera vi viene a trovare d'improvviso, insomma.
ma andiamo pure avanti.
"deviazione sessuale o devianza sessuale, comportamento sessuale diverso da quello comunemente considerato normale da un punto di vista sociale e biologico (anche parafilia). "
ed eccoci qui. abbiamo avuto difficoltà a definire il concetto di normalità. ma sicuramente non è difficile definire quello di anormalità o devianza. è deviante tutto ciò che è diverso dal comportamento medio della popolazione. e nessuno di voi potrebbe negarmi di saper identificare con sicurezza un punk in mezzo a un branco di cellini o una rockstar in mezzo ad una gita di suore. in fondo. sarà difficile definire matematicamente il normale. ma è evidente come il diverso sia facilmente individuabile.
dunque viene da chiedersi se la definizione di normalità non potrebbe partire dal lato opposto. dall'immaginare di chiudere in una stanza tutti i diversi e poi descrivere matematicamente il gruppo dei rimanenti. così potremmo legare con una corda tutti quelli che hanno più del 30% del corpo coperto da tatuaggi e chi si sia mai fatto più di 10 piercing nella stessa vita. potremmo annodare i lacci delle scarpe agli uomini con più di una famiglia attiva nello stesso momento o le donne che si scopano il marito della propria migliore amica. potremmo legare per i polsi i ragazzini che hanno commesso almeno un reato all'anno per tutta la durata della loro adolescenza e le femminucce che hanno pubblicato le loro foto nude su un social network ad uso libero e gratuito. a questo punto potremmo anche associarle al gruppo di tutte le mamme che non hanno resistito al desiderio di inviare la foto di loro stesse nude al marito o all'amante lontano. e unirle con il gruppo degli uomini che registra di nascosto le proprie prestazioni sessuali per poi riguardarsele in un secondo momento. dovremmo anche iniziare a rinchiudere in un cappio stretto tutte quelle donne che si scopano più di due uomini diversi a settimana e gli uomini che ammettono apertamente di adorare la stimolazione del punto L. sicuramente è facile individuare come evidentemente diversi coloro che ricavano piacere dai maltrattamenti, fisici o psicologici che siano. tutti coloro che amano prendere il sole nudi sono facilmente identificabili lungo la linea costiera mondiale. le donne che abbandonano la propria famiglia, figli compresi. i mariti che si scopano le proprie amanti una volta a settimana da più di sei mesi. i figli che non parlano più ad i loro padri.
credo che, se vi guardate bene bene addosso e dentro, troverete da qualche parte un capo di questa corda. i gruppi che abbiamo definito come diversi alla fine coprono tutta la normalità. qualsiasi deviazione ha almeno un piede all'interno della campana gaussiana. e ne ascolta i solenni rintocchi. definire chi è diverso è semplice. quanto ed in che modo sia diverso da voi lo è un po' meno.
quindi siamo tornati al punto di partenza. la morale non ci aiuta a definire obiettivamente chi sia normale, così come la statistica non può, così come il ragionamento al contrario. forse c'è solo una speranza. procedere per tentativi ed errori. è l'ultima strada, ma la più efficace quando si brancola nel buio. è per tentativi ed errori che abbiamo imparato a cuocerci le nostre bistecche primitive sul fuoco, ed oggi non possiamo negare che l'arte culinaria abbia raggiunto risultati invidiabili. forse dovremmo solo applicare questo tipo di comportamento un po' più spesso, con un po' più di costanza e lungimiranza. nessuno ha mai detto che strappare i denti cariati fosse la soluzione migliore, eppure una volta lo facevano ed era la cura normale al mal di denti. nessuno ha mai detto che i matrimoni combinati fossero la soluzione migliore, eppure erano l'unica alternativa davvero presa in considerazione un tempo, specialmente dai ricchi e potenti o dai poveri in cerca di sostentamento. nessuno ha mai detto che l'animale uomo è fedele e monogamo. eppure ad oggi è ancora in uso crederlo. la verità è che non ci hanno fatto con il libretto di istruzioni. e nemmeno con la indicazioni su come procedere e verso quale direzione. non per forza quella inforcata da tutti deve essere quella che ci condurrà dove vogliamo andare. a volte si entra in vicoli ciechi. e a volte ci si copre gli occhi pur di non accorgersene e si finisce per essere ancora sempre più ciechi. la bibbia ci dice che l'unica equazione corretta è: uomo più donna = bambino. ma il solo tasso di orgasmi dei maschi in questa stanza ne è la dimostrazione contraria (cit.).
a volte bisogna avere il coraggio di ammettere che si è sbagliata la direzione. occorre fermarsi, voltarsi e ricominciare a camminare. indietro. o meglio, avanti in un'altra direzione. nel buio.
Because when it comes to love, we are all in the dark (cit.)
Grazie mille, è sempre un piacere leggere le tue parole e, come sempre, sei gentilissima.
RispondiEliminaAuguro buone feste anche a te (=
Anche io mi ritrovo molto spesso nelle tue parole e questo post era interessantissimo =3
tesoro. soffro la mancanza di qualcuno che mi capisca con cui chiaccherare. dopo la chiusura di splinder, non ho piu trovato un portale dello stesso tipo. e tu?
RispondiEliminati abbraccio.