giovedì 26 aprile 2012
essere me (e nessun altro)
attendo. impaziente. il cervello urlante. i nervi a fior di pelle e dentro quella sensazione di vuoto. vuoto da riempire.
fuori, non si vede nulla. cammino, parlo, insegno. sorrido. faccio domande interessate e rispondo a domande noiose. fuori. mentre dentro esplodo.
aspetto. di essere di nuovo nel mio posto. in quell'angolo di mondo dove mi sento a mio agio. dove sono esattamente quello che sono. dove nessuno mi chiede cosa sto facendo e perchè. dove le persone non storcono gli occhi se cambio partner o vestito o letto o attrezzo di tortura più e più volte in una sola serata. a ripetizione. all'infinito. fino a saturazione. fino al limite massimo. fino a sopportazione.
il resto delle ore della giornata mi guardo in giro e mi chiedo. cosa. perchè. quando. quando finirà. quando potrò smettere di nuovo di mentire. quando potrò rispondere nuovamente con sincerità alla domanda "allora come va?"
felice di avere trovato un mondo nuovo. così triste di doverlo tenere nascosto. di non poterlo condividere. di non poterlo MOSTRARE. allora sorrido, in silenzio. le persone attorno a me si chiedono dove sono finita, perchè non parlo, perchè non torno. non ci sono, è la risposta. mi sto allontanando. ogni passo di più. ogni sguardo ambiguo ed ogni commetno da bigotto è una ferita nel cuore ed una risata. che tempo sto a perdere io qua? in realtà attendo. attendo. solo. di poter tornare dove posso. essere me. me e nessun altro.
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